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Chi sono i legittimari, a cui spetta comunque una quota dell'eredità

dic 16

Written by:
16/12/2010 21.10  RssIcon

All'atto di dividere il patrominio ereditario, la legge prevede dunque che alcuni soggetti abbiano una particolare tutela, cioè che agli stessi sia riservata comunque una quota dell'eredità anche contro un'eventuale volontà del defunto espressa per testamento.

Questi soggetti sono:
- il coniuge anche separato purché senza colpa, e fino a quando non intervenga sentenza di divorzio, e a prescindere dal regime di comunione o di separazione dei beni. In caso di matrimonio in essere il coniuge superstite eredita sempre il diritto di abitazione nella casa coniugale. Quindi oltre alla quota di immobile che andrà in suo possesso ha il diritto di continuare ad abitare nello stesso appartamento e nessuno potrà cacciarlo via vita natural durante;
- i figli, che sono considerati allo stesso modo sia che siano legittimi, legittimati, adottivi e naturali;
- i genitori, in mancanza di coniuge e figli.

In caso di concorso tra i soggetti innanzi indicati, la legge determina la quota di eredità riservata a ciascuno. Per calcolare la quota di patrimonio ereditario spettante a ciascun soggetto tutelato occorre comunque tenere conto anche di eventuali donazioni effettuate in precedenza. In pratica, al valore dei beni lasciati per testamento occorre dapprima detrarre la somma complessiva degli eventuali debiti esistenti, quindi aggiungere il valore di tutte le eventuali donazioni, e poi sulla somma risultante da tali operazioni, calcolare quanto spetta a ciascun soggetto tutelato.

La quota disponibile e chi ne può beneficiare - La legge, però, non vincola del tutto le ultime volontà: a seconda di quanti sono gli eredi legittimari, infatti, è prevista una quota cosiddetta "disponibile" che chi fa testamento può destinare a chi preferisce. Non c'è alcun tipo di vincolo in questo caso, il che significa che è possibile anche destinare questa quota ad uno dei soggetti tutelati dalla legittima. Così ad esempio nel caso di moglie e un figlio, il padre ha a disposizione una quota pari ad un terzo del suo patrimonio. Questa quota potrà ad esempio essere destinata alla moglie in aggiunta a quella di legge, oppure solo al figlio, o anche a soggetti estranei alla famiglia.

Nel caso, invece, di un genitore con moglie e più figli, sarà possibile lasciare un valore maggiore a uno solo a scapito di tutti gli altri, destinando a lui o a lei la propria quota disponibile che in questo caso è pari ad un quarto del patrimonio.
Diseredare no, insomma, ma privilegiare sì. E finché si rispettano le quote minime stabilite dalla legge il testamento non può essere impugnato.
I fratelli non sono tutelati dalla legittima - Come risulta chiaramente dalla tabella, coniuge e figli sono ovviamente i soggetti maggiormente tutelati, mentre, ad esempio, i fratelli ereditano solo se non c'è testamento e se coniuge e figli non ci sono. I fratelli, infatti, non sono tra i soggetti legittimari, quindi possono essere tranquillamente esclusi dal testamento, senza che possano avere nulla da ridire. Diverso, invece, il caso di una successione senza testamento: in questa situazione, infatti, ai fratelli va comunque una quota di eredità, a patto che non ci siano moglie e/o figli. Se loro ci sono, infatti, ai fratelli non tocca nulla.

Gli eredi legittimi non si possono diseredare - Di fatto, dunque, tutti i soggetti tutelati dalla legittima non possono essere esclusi dal proprio testamento a meno che non siano riconosciuti "indegni a succedere". Sono indegni a succedere, ai sensi dell'art. 463 c.c. :
1) chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge, o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;
2) chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull'omicidio; chi ha denunziato una di tali persone per reato punibile con l'ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni, se la denunzia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale; ovvero ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza e` stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;
3) chi, essendo decaduto dalla potestà genitoriale nei confronti della persona della cui successione si tratta a norma dell'articolo 330, non e' stato reintegrato nella potestà alla data di apertura della successione della medesima;
4) chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o gli ha impedito di farlo;
5) chi ha soppresso, celato o alterato il testamento dal quale la successione sarebbe stata regolata;
6) chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso.

Come si vede, quindi, un elenco molto preciso e dal quale in ogni caso non ci si può discostare. Quindi chi non ha commesso uno dei reati indicati non può essere escluso per legge dall'eredità.

In caso di premorienza - Ma cosa accade se per caso uno dei soggetti che hanno diritto all'eredità muore prima della persona dalla quale avrebbe ereditato? Anche in questo caso ci pensa la legge che prevede la possibilità di ereditare "per rappresentazione". In pratica la rappresentazione fa subentrare i discendenti legittimi o naturali nel luogo e nel grado del loro ascendente (ossia del genitore) in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità. In base all'articolo 468 del Codice Civile i parenti che possono ereditare per rappresentazione sono: i discendenti dei figli legittimi, legittimati, adottivi e naturali e i discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto. Quindi, ad esempio, una nonna non può diseredare i nipoti se questi sono rimasti orfani, e quindi non può lasciare per testamento tutti i suoi beni ai soli figli rimasti in vita.

La successione legittima senza testamento - Se invece non si lascia nessun testamento interviene la legge, e in questo caso ad ereditare sono anche i parenti di sesto grado, se non ci sono parenti più stretti. In pratica si scende seguendo quest'ordine:
1° grado: genitore - figlio
2° grado: nonno - nipote (figlio di figlio) - fratello
3° grado: zio - nipote (figlio di fratello)
4° grado: cugino di 1° grado (figlio di zio)
5° grado: cugino di 2° grado (figlio di cugino di 1° grado)
6° grado: figlio di cugino di 2°grado

In mancanza anche di parenti di 6° grado l'eredità va allo Stato. Anche in questo caso la legge fissa le quote che vanno attribuite agli eredi legittimi.

Quindi i parenti che possono ereditare in caso di successione legittima (in mancanza di testamento) sono:

•Coniuge
•Figli
•Fratelli (in assenza di figli)
•Ascendenti (in assenza di figli)
•Altri parenti entro il 6° grado (se unici eredi)
I familiari che, in presenza di disposizione testamentaria, hanno diritto alla quota di legittima (parenti legittimari) sono:

•Coniuge
•Figli
•Ascendenti (in assenza di figli)

 

 

Clicchi sul link  per calcolare la quota ereditaria a Lei spettante.

Per ulteriori informazioni, compili il form di consulenza gratuita cliccando qui. 

La quota di legittima è la parte del patrimonio di cui il testatore (colui che redige un testamento) non può disporre, in quanto la legge riserva detta parte ai parenti legittimari, talvota contro le disposizioni testamentarie lasciate dal testatore stesso.

La quota disponibile à invece quella parte di patrimonio di cui il testatore può liberamente disporre in favore di chiunque, che può essere anche una persona non legata a lui da rapporti di parentela.

Gli ascendenti sono gli avi, cioè coloro che nell'albero genealogico precedono colui che lascia l'eredità (i genitori, i nonni etc.).
In caso di mancanza dei figli, indicare nello stesso campo il numero di nipoti in linea retta (i figli dei figli).

I parenti fino al 6° grado sono, ad esempio, i figli di fratelli (cugini), che sono parenti di quarto grado, i nipoti in linea retta dei cugini, che sono parenti di sesto grado.
Il codice civile stabilisce delle priorità: ad esempio in caso di successione legittima, in assenza del coniuge, i figli escludono tutti gli altri parenti dall'eredità; parimenti in assenza del coniuge, dei figli e degli ascendenti, i fratelli del defunto ereditano tutto il patrimonio, escludendo eventuali altri parenti di grado successivo, come ad esempio i cugini del defunto che sono parenti di quarto grado.

La collazione
La collazione à l'atto con cui i discendenti e il coniuge del defunto imputano alla propria quota ereditaria quanto hanno ricevuto dal defunto in donazione.
Pertanto le eventuali donazioni effettuate in vita dal defunto dovranno essere tenute in considerazione nella quantificazione della quota ereditaria individuale.
Anche in questo caso la legge fissa le quote che vanno attribuite agli eredi legittimi.

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5 comment(s) so far...


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R: Chi sono i legittimari, a cui spetta comunque una quota dell'eredità

una guida completa alle successioni lo si trova su
www.tutorcasa.it/articoli/guida_alla_successione.htm

By Luca on   29/03/2011 8.59
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R: Chi sono i legittimari, a cui spetta comunque una quota dell'eredità

Nel caso di successione testamentaria se il de cuius destina tutta l'eredita a favore di un solo figlio, tutta l'eredità passa a lui? grazie Inviato da: Cristina.


Gentile signora,

Dalle informazioni che ha fatto pervenire alla nostra redazione, non è possibile fornirle una risposta univoca.

Infatti si dovrebbe cortesemente precisare se nel caso che La interessa, il de cuius morendo ha lasciato solo un figlio, o anche il coniuge vedovo/a sopravvivente.

Le conseguenze non sono di poco conto: infatti nel caso di solo figlio sopravvivente, la quota legittima ammonta al 50%, (la quale pertanto non può essere distratta dal de cuius a favore di altri soggetti anche non legati da vincoli di parentela, perché in tal caso il figlio potrebbe agire per la lesione di legittima); il restante 50% può essere invece attribuito dal de cuius a sua discrezione in quanto forma la “disponibile”.

Nel caso invece di comunione ereditaria formata da 2 persone (figlio unico + vedovo o dalla vedova del de cuius), il patrimonio si ripartirebbe come segue: un terzo spettante a ciascuno degli eredi, un terzo formerebbe la disponibile che potrebbe essere dal de cuius attribuito al figlio, alla moglie o al marito, ovvero a persone differenti.

Per ogni altro chiarimento, La invitiamo a ricontattarci senza impegno a mezza costa elettronica ovvero al recapito telefonico dello studio 0815491441.

Con l'occasione Le porgiamo i più cordiali saluti.

Studio legale Ricciardi

La redazione on-line

By Marcello Ricciardi on   29/03/2011 9.01
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R: Chi sono i legittimari, a cui spetta comunque una quota dell'eredità

Buona sera , volevo chiedere se mia nipote (unica figlia di mia sorella) può ereditare la quota di mia sorella deceduta prematuramente
alla morte dei mie genitori , naturalmente o conviene far fare un testamento dove viene esplicitamente designata mia nipote al posto di mia sorella , chiedo questo perchè mia sorella defunta oltre a me ha un altro fratello che non è daccordo sul fatto che i nostri genitori designino mia nipote come erede al posto di mia sorella perchè sia io che lui abbiamo figli legittimi quindi nipoti di primo grado come mia nipote.Fiducioso che vogliate chiarirmi questo dubbio saluto cordialmente.

By Gianluca on   19/01/2014 17.11
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eredita'l legittima

buongiorno,
volevo chiedere se mi spetta la quota legittima di eredita del cuius essendo filgia adottata. egli ha una moglie e due figli legittimi.
il problema che e' scomparso l'anno scorso in circostanze difficili ed il corspo non e' stato ancora trovato.
mi spetterebbe ? ci sono termini dilegge per richiederla?
vorrei sapere di pui' sull'argomento se posso porcedere gia' alla richiesta della mia quota legittima dell'eredita'
grazie.

By SUSANNA on   08/05/2014 11.57
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R: Chi sono i legittimari, a cui spetta comunque una quota dell'eredità

buonasera
la mia domanda e' la seguente:
mio fratello ha avuto in regalo dai miei genitori un immobile e che furbamente anzicche' la donazione si e' fatto fare un atto di vendita.
mio padre e' venuto a mancare ed e' stata fatta una successione dell' unico immobile rimasto dove tutt'ora viviamo presso il notaio dove compare la quota spettante a mia madre + le altre a mio fratello ,mia sorella e mia.come facciamo ad escludere mio fratello da questo immobile ?qual'e' la soluzione migliore?ad esempio puo' mia madre fare un atto di vendita senza il consenso di mio fratello e senza che questo possa in futuro impugnarlo?
grazie in anticipo
salvatore

By salvatore on   15/06/2014 15.04

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